Zoomafia: così la ‘ndrangheta sfrutta i combattimenti tra animali

“Settore della mafia che gestisce attività illegali legate al traffico o allo sfruttamento degli animali”, questo dice il vocabolario riguardo alla zoomafia. E soprattutto in Calabria è un fenomeno che diventa sempre più vasto. Secondo l’Eurispes, il mercato illegale delle scommesse illecite raccoglie circa 6.500 milioni di euro contro i 2.200 provenienti dalle scommesse legali. E i reati vanno dai combattimenti illegali tra cani e le corse di cavalli dopati, fino alla diffusione di malattie infettive, attraverso la commercializzazione di carni e derivati, provenienti da animali malati.

Ciro Troiano, autore del rapporto “Zoomafia 2008”, afferma che “l’introito complessivo della zoomafia si aggirerebbe intorno ai tre miliardi di euro”. I combattimenti tra cani da soli fruttano 300 milioni di euro annui.

A farla da padrone anche le corse di cavalli: a Reggio Calabria i manovratori di questa attività erano tutti riconducibili al clan Labate: allevavano i propri cavalli e organizzavano corse clandestine, che si svolgevano nella zone del Gebbione, Saracinello, Pellaro e San Leo. Sottoponevano gli animali a maltrattamenti e alla somministrazione di sostanze antipiretiche, analgesiche e anti-infiammatorie; sostanze che agiscono sul sistema respiratorio; sostanze che agiscono sul sistema emolinfatico e sulla circolazione sanguigna. I proventi delle scommesse clandestine venivano riciclati “in modo da acquisire società, beni immobili ed attività commerciali, poi gestite in modo occulto per mezzo di prestanome”.

Ma la ‘ndrangheta faceva soldi non solo con animali vivi, ma anche e soprattutto morti. A Melito Porto Salvo, provincia di Reggio Calabria, gli Iamonte hanno messo su un impero:

“un inquietante traffico di animali destinati alla macellazione e di carni destinate al consumo umano al di fuori di un’ogni controllo… in alcuni casi di animali affetti da gravi malattie, con potenzialità di gravissimo ed incontrollato pregiudizio per la salute dei consumatori”.

Sfruttare gli animali in maniera illecita in Calabria è un affare da migliaia di euro, come il commercio di sigarette di contrabbando in passato e quello della droga adesso.

Via | Strilli.it

Source: Giuseppe Pastore

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Jan 21
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