Roberto Succo uccise a 19 anni il padre e la madre. Il padre, Nazario, strangolandola, la madre a coltellate. Vivevano a Mestre, lui fugge, ma lo blindano in fretta, fatica inutile quella delle forze dell’ordine:
Dichiarato infermo di mente dal tribunale, Roberto Succo viene internato in un ospedale psichiatrico a Reggio Emilia. Nel 1986 fugge dall’ospedale e si rifugia in Francia, dove commette alcuni omicidi (un brigadiere, un medico, un ispettore di polizia e due adolescenti, queste ultime violentate e uccise).
Unico lato positivo della sua esistenza, l’epilogo: si toglie la vita tra il 22 e il 23 maggio 1988 in carcere. Sulla sua vita è stato anche realizzato un film dal titolo omonimo, carino ma niente di più anzi, secondo mymovies:
Le vicende di un personaggio psicologicamente disturbato non vengono mai lette secondo una cifra stilistica che voglia indagarne, se non altro, il mistero. Sono solo e semplicemente ‘esposte’, con incongruenze risibili
Source: gabriele ferraresi